Ikigai: di cosa si tratta e cosa significa?

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Ikigai

“Iki”, vita e “kai” significa “la realizzazione di ciò che una persona si prefigge e che spera”.
Trovare il proprio Ikigai è il modo in cui i giapponesi definiscono “qualcosa per cui vivere”, ovvero l’intersecarsi di un insieme di fattori che danno equilibrio, senso e lunghezza alla vita!

Secondo la tradizione giapponese, ognuno ha il proprio Ikigai .
Si tratta essenzialmente di un motivo per alzarsi la mattina: di qualcosa di positivo, molto positivo, che ci fa svegliare ogni giorno con il sorriso sulle labbra, ci carica e ci regala l’entusiasmo necessario per affrontare la giornata.

Trovare il proprio Ikigai non è così semplice e la sua ricerca richiede una profonda introspezione: Esso ci ‘restituisce’ il senso della vita, ma dobbiamo lavorare sodo per riuscire a conoscerlo.

 

Come si cerca il proprio Ikigai

Per ricercare il proprio Ikigai si dovrà, come prima cosa, mettersi in discussione.
Uscire dalla propria “comfort zone” mettendosi in gioco. Non si tratta di un percorso immediato, anzi, molto spesso può essere un processo lento che porta a sbirciare dentro di sé.

Secondo uno schema a 4 cerchi concentrici si potrebbe dire che l’Ikigai non è altro che l’intersezione tra quattro aspetti fondamentali delle proprie vite:

  1.  ciò che si ama
  2.  ciò che gli altri amano di noi
  3.  ciò che si è in grado di fare
  4.  ciò che è possibile fare per il mondo

L’Ikigai risiede proprio al centro dell’interconnessione tra questi punti.
Quando si crea un equilibrio personale tra questi quattro ambiti della vita, quando c’è armonia tra di loro e in sostanza tra chi si è, come gli altri ci vedono, quello che si fa della proprie vita e il contributo che dà al mondo, allora ci si può sentire soddisfatti e appagati. Trovando così il proprio Ikigai.

 

Il proposito, qualcosa per cui vivere

 

Se si manca o si è carenti di una o più delle voci contemplate dallo schema, significa che non si sta sfruttando appieno il proprio potenziale.
Vivere con un “senso del proposito da compiere” è, secondo la teoria e filosofia orientale dell’Ikigai, ciò che mette in moto tutto, la piattaforma da cui partire per dare il via a tutte le altre decisioni che si compiono durante la giornata e che rendono la vita speciale e degna di essere vissuta.

Spesso si tende a identificare l’Ikigai con la famiglia o con la persona amata, altre volte è quel qualcosa che può sublimare, come la passione per la natura o per lo sport; Oppure una profonda necessità di espressione artistica, tutte cose che hanno in comune il fatto di restituire profondamente il senso della vita.

Ma in realtà Ikigai è esperienza di ognuna e insieme tutte queste cose.

 

Quando si trova l’Ikigai

E tu, hai trovato il tuo “Ikigai”? Stai facendo qualcosa che ami? Di cui il mondo ha bisogno? In cui sei bravo? E per cui puoi essere pagato?

Se sei alla ricerca del tuo centro, avrai voglia di leggere, conoscere e condividere esperienze, il corso proposto da Eidos Formazione fa al caso tuo!
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Shiatsu un alleato… anche in corsia!

Lo Shiatsu è una antica pratica giapponese, si basa sulla digitopressione e stimolazione dei meridiani che passano nel nostro corpo migliorando la circolazione energetica.
Questa antica tecnica, negli ultimi anni sta ricevendo numerosi consensi anche dalla medicina ufficiale.

In Italia ci sono ospedali all’avanguardia nel trattamento del paziente come soggetto sofferente e non solo come soggetto da protocollo, e questo ha portato all’introduzione dello Shiatsu tra le cure a supporto della persona.

Operatori strutturati di questa disciplina si sono offerti volontari per introdurre e integrare lo Shiatsu ai trattamenti ospedalieri ufficiali, un esempio di ottima sinergia che sta lentamente dando i suoi frutti.

Shiatsu integrazione tra medicina Orientale e Occidentale

La parola chiave di questo processo è: Integrazione.
Molto spesso cultori delle discipline alternative, come i professionisti della medicina ufficiale rimangono fermi sulle loro posizioni chiudendo le porte a una eventuale realtà collaborativa in grado di portare un benessere olistico dell’essere umano.

Fortunatamente esistono realtà che, passo dopo passo, riescono a gettare i semi per collaborazioni future capaci di portare a una vera evoluzione del sistema medico e del mondo olistico.

Lo Shiatsu, ma anche il Tuinà, si stanno integrando sempre di più alla medicina ufficiale con risultati davvero importanti e compensativi, al punto da non essere ignoranti in virtù del soggetto principale di queste attenzioni: il paziente.

 

Come introdurre lo Shiatsu nelle pratiche mediche?

 

La condizione di qualunque paziente ricoverato è molto spesso sempre simile, a prescindere dalla diagnosi:
Passa moltissimo tempo a letto, con una riduzione drastica del movimento e un crescente stato di preoccupazione emotiva.

A questo si può aggiungere l’allontanamento dalla quotidianità e l’affidarsi a terzi che, a volte, non rispettano la dignità della persona.

Introdurre una pratica olistica come lo Shiatsu, in un contesto come quello sopra descritto, può aiutare a migliorare la condizione psicofisica del paziente.
Supportando il percorso ospedaliero e consentendo al ricoverato di affrontare meglio la malattia e le cure.

Infatti come abbiamo scritto nel nostro precedente articolo sullo Shiatsu, questa disciplina ha la capacità di sciogliere le tensioni e alleviare i dolori, aiutando il soggetto ricevente a essere egli stesso, attraverso la respirazione, il fautore del suo rilassamento.

Mettere a disposizione, nelle strutture ospedaliere e non solo, degli operatori che praticano questa disciplina che attraverso la digitopressione sollecitano la circolazione venosa e linfatica, l’ossigenazione dei tessuti e delle articolazione significa prendersi cura del benessere della persona a 360°.

Lo Shiatsu, che non prevede manipolazioni brusche e stiramenti, è una modalità di contatto dolce che può contribuire ad alleviare o, in alcuni casi, a migliorare alcune difficoltà

Fornendo un servizio migliorativo e capace di arrivare nel profondo, facendo emergere la forza di volontà per stare bene e superare meglio il periodo di degenza.

All’interno di Eidos Formazione si possono apprendere percorsi dedicati alla cura del paziente in modo globale (bio-nursing) e per diventare shiatsuka

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Enneagramma di cosa si tratta?

Enneagramma

L’Enneagramma è una antica conoscenza che si occupa di studiare l’uomo partendo dalla sua caratteristica psicologica.
Una vera e propria mappa che racchiude uno strumento potentissimo capace di sostenere l’evoluzione della coscienza umana attraverso la conoscenza di sé e la comprensione degli altri.

Attraverso l’enneagramma si prendono in esame nove differenti e caratteristici stili di vita che aiutano la comprensione di se stessi attraverso le proprie qualità.
Lo scopo è quello di apprendere e apprezzare le differenze per ridurre i conflitti inutili.

Questo strumento consente di mettersi in relazione con sé stessi, permettendo di trasformare atteggiamenti tipici della sconfitta in vere e proprie risorse che possono aiutare a migliorare la propria vita.
Questa antica tecnica consente di individuare e studiare le tipologie comportamentali dell’uomo, leggendovene i caratteri e gli archetipi di personalità.

Oltre a consentire una migliore lettura di sé stessi può aiutare nella interpretazione delle altre persone, con il fine di migliorare le relazioni umane arricchendosi grazie agli altri.
Rappresenta un mezzo utile alla crescita psicologica e spirituale in totale armonia.

Origini dell’Enneagramma

Le origini di questo sistema risalgono a circa 2.500 anni fa e non sono certe.
Principalmente si attribuisce questa tecnica ai Sufi (un movimento religioso medio-orientale), mentre altri lo collegano a Pitagora.
Si diffuse in Europa all’inizio del XX secolo grazie a G. I. Gurdjieff, filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze” armeno, che lo applicava all’interno dei sui gruppi di studio.

Anche i gesuiti praticavano questa tecnica.
Per molto tempo è stato tenuto segreto e solo negli ultimi decenni è stato divulgato.

 

Come indica la parola stessa (ennea = 9, gramma = segno), il modello dell’Enneagramma si basa su una figura geometrica costituita da 9 punti.

Ogni punto di questa stella rappresenta un tipo di personalità, o enneatipo.

Ogni Ennatipo è caratterizzato da una compulsione, ovvero un comportamento inconscio che non può essere governato dal controllo logico.

L’Enneagramma è da considerarsi un modello dinamico di comportamento, poiché consente di mettere in luce non solo le peculiarità specifiche di un carattere, ma anche le diverse sfumature tipiche di una personalità.

Poiché nonostante ci si riconosca in una personalità precisa, si potranno vedere dei tratti caratteriali anche in altre tipologie.
Una volta riconosciute così le nostre pulsioni negative, quelle che creano, dentro di noi, un’inconscia strategia di difesa, possiamo abbandonarci ad uno stato di libertà interiore e di connessione con gli altri.

 

Ho’omana Sciamanesimo Hawaiano

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Cosa tratta lo Sciamanesimo Hawaiano?

Lo sciamanesimo hawaiano o spiritualità Ho’omana (giunta recentemente in Occidente con il nome di Huna) non è una dottrina strutturata in regole e dogmi.
Si tratta di un modo di essere basato sul riconoscere, attraverso la pratica e l’esperienza, ciò che è più efficace per noi.

Nella lingua hawaiana chi pratica lo sciamanesimo si chiama “kupua“, o guaritore delle relazioni tra mente e corpo, tra persone e circostanze, tra uomo e natura e tra materia e spirito.

L’applicazione dello sciamanesimo hawaiano nel nostro mondo moderno è facile:

  • È pragmatico, essendo un mestiere e non una religione.
  • È facile da imparare e applicare; solo alcune abilità possono richiedere del tempo per svilupparsi.
  • Può essere praticato ovunque o in qualsiasi momento
  • La sua natura è tale per cui quando lo si applica per riequilibrare gli altri, si sta anche riequilibrando te stesso.

 

Come opera lo Sciamanesimo Hawaiano?

Si tratta di un sistema estremamente pratico che, nella sua forma più pura, permette a una persona di entrare in connessione consapevole e duratura con la sua più alta saggezza interiore.

Esiste un aspetto della coscienza che opera in modo nascosto e indiretto (il subconscio) chiamato KU, e un aspetto della coscienza che funziona in modo chiaro e diretto ( la mente cosciente) chiamato LONO.
Oltre a KU e LONO viene riconosciuta una supercoscienza che comprende entrambi, chiamata KANE.
KANE è l’aspetto spirituale, l’aspetto sorgente dell’energia spirituale. La sua funzione principale è la creatività sotto forma di espressione mentale e fisica.
KU è l’aspetto della coscienza contenente i ricordi, che aiuta a imparare, ricordare, sviluppare abilità e mantenere l’equilibrio del corpo.
LONO è quella parte coscientemente consapevole dell’input interno ed esterno.
Ciò include tutte le sensazioni, i ricordi, i pensieri, i movimenti e il tempo.
Il Lono dirige ciò su cui la persona si concentra, dirige la nostra attenzione e le nostre decisioni.

 

I 7 principi degli sciamani Huna

Gli sciamani Huna sono soliti indicare sette Principi Fondamentali, dal carattere rivelativo, in quanto capaci di risvegliare in ognuno profonda conoscenza intorno ai misteri dell’esistere.
I sette principi fondamentali degli sciamani Huna delle Hawaii costituiscono una sorta di visione del mondo, che si può rispecchiare nel contesto urbano moderno.

Il primo principio: IKE – Il mondo è quello che pensi che sia
Il secondo principio: KALA – Non ci sono limiti
Il terzo principio: MAKIA – Flussi di energia dove l’attenzione va
Il quarto principio: MANAWA – Ora è il momento del potere
Il quinto principio: ALOHA – Amare è essere felici
Il sesto principio: MANA – Tutta la potenza viene dall’interno
Il settimo principio: PONO – L’efficacia è la misura della verità.All’interno dell’Accademia Triennale di Eidos Formazione è presente il corso di Ho’omana Sciamanesimo Hawaianocorso

Riflessologia Facciale Dien Chan

Origini della Riflessogia Facciale “Dien Chan”

La riflessologia facciale è un tipo di massaggio che sfrutta punti specifici sul viso per intervenire su organi e apparati.

La Riflessologia Facciale “Dien Chan” è una metodica di massaggio originaria del Vietnam, ideata e perfezionata da Bùi Quôc Châu.
Bùi Quôc Châu, basandosi sugli studi occidentali di riflessologia, senza tralasciare quelli di iridologia e auricoloterapia, riesce a definire il suo metodo.
Grazie a questi studi il fondatore della tecnica “Dien Chan” getta le basi per le prime cartografie dei punti riflessi del viso.

Come funziona la Riflessologia Facciale “Dien Chan”?

Questa tecnica terapeutica ci mostra il corpo umano proiettato sul volto della persona.
A differenza di altre tecniche nel campo della riflessologia, possiede oltre 30 proiezioni riflessologiche facciali.
Il Dien Chan fornisce la mappa dei punti fissi scoperti dal Professor Châu, al fine di completare i trattamenti ottenendo un risultato più definito e in linea con il ricevente.
Questa tecnica fornisce diverse possibilità di trattamento, senza dover cambiare tecnica terapeutica, auspicando risultati più rapidi.
Il dialogo costante con la persona, l’osservazione minuziosa del suo volto, la combinazione delle tecniche di stimolazione basate sugli schemi di riflessione, insieme all’uso degli strumenti del Dien Chan, ne fanno una tecnica creativa e dinamica.

Questa metodologia di massaggio è accessibile a molti e si adatta perfettamente al livello di conoscenza di ogni persona.
Fin dall’inizio della pratica si possono alleviare numerosi fastidi come:

  • Cefalee
  • Dolori di spalle
  • Difficoltà digestive
  • Dolori alle gambe
Praticando questa tecnica, esercitandola e approfondendo gli studi si possono raggiungere risultati duraturi e profondi per il benessere del soggetto.

La Riflessologia Facciale impiegata nell’ambito terapeutico

Sono numerosi i professionisti che adottano il Dien Chan, dai medici ai riflessologi, dagli agopuntori agli osteopati, integrando questa disciplina durante i loro trattamenti in modi diversi.

Uno dei punti di forza della riflessologia facciale è quella di dialogare con la persona fin dall’inizio del trattamento.
La tipica domanda “Dove le fa male?” può indicare il trattamento o lo strumento migliore da applicare sul ricevente.
L’operatore non andrà a imporre una tecnica statica ma attuerà un trattamento dinamico ritagliato sulla specifica persona.Questa tecnica di lavoro permette una ottima armonizzazione energetica in breve tempo.Consulta il corso di riflessologia di Eidos Formazione

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Kinesiologia Applicata: di cosa si tratta

Kinesiologia Applicata: di cosa si tratta

La Kinesiologia Applicata è una tecnica in grado di riconoscere alcuni disturbi del corpo tramite l’analisi della forza e del tono muscolare.

Questa tecnica nasce grazie agli studi di Geoger Goodheart, un chiropratico statunitense.
Godheart, nel 1964, ideò un massaggio specifico attraverso il quale portava i muscoli di un soggetto a rafforzarsi, tramite la manipolazione delle vertebre.

Il fondatore fu in grado di riscontrare come squilibri simili si presentassero in soggetti con gli stessi disturbi.

Attraverso questa tecnica l’operatore analizza il soggetto grazie a un test appropriato del tono muscolare, chiamato appunto “test muscolare”, e prova la reattività del sistema nervoso attraverso il “test kinesiologico”.

Il test muscolare viene effettuato esercitando una leggera pressione su un arto del soggetto mentre gli viene chiesto di constatarla.
Una volta individuato i muscoli deboli e i muscoli forti, l’operatore passera al test successivo.

Il test kinesiologico determina la capacità del sistema nervoso del paziente di controllare l’azione muscolare.
Esercitando una pressione, il terapeuta, individua una risposta muscolare stabile o non stabile.
In questo modo sarà in grado di determinare l’eventuale squilibrio.

La buona riuscita del test dipende soprattutto dalla preparazione e dalla competenza dell’operatore.

Il campo di indagine della kinesionlogia applicata si estende a tutte quelle aree in cui il movimento umano ha implicazioni concettuali, pratiche ed emotive come:

  • Area Intellettivo-cognitiva
  • Sfera Affettivo-emotiva
  • Fisico-motoria
  • Sociale-relazionale

Attraverso i risultati ottenuti basati su un preciso codice, il Kinesiologo, è in grado di interpretare lo stato complessivo, o settoriale, degli organi e quello psico-emozionale.

 

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI DELLA KINESIOLOGIA

Questa tecnica non si focalizza su sintomi specifici, ma corregge gli squilibri in tutto il sistema, incoraggiando mente e corpo a un processo di auto-equilibrio.
Infatti, come nella chiropratica e osteopatia, questa tecnica ritiene che un corretto intervento sull’apparato osteoarticolare e il conseguente riequilibrio del tono muscolare, consentano una migliore circolazione di sangue e linfa.

In generale un soggetto può rivolgersi a un kinesiologo per porre rimedio a diversi disturbi, tra i quali:

  • Disturbi osteoarticolari di diversa origine
  • Carenze del tono muscolare
  • Stiramenti e dolori del muscolo
  • Difficile circolazione linfatica o sanguigna
  • Intolleranze alimentari
  • Disturbi dell’apparato digestivo
  • Problemi legati al metabolismo o all’intestino
  • Ansia e Stress
  • Disturbi dell’attenzione o difficoltà della memoria

 

Eidos Formazione tiene a sottolineare che questa tecnica non presenta controindicazioni o effetti collaterali qualora venga eseguita da un professionista certificato.

Per diventare kinesiologo bisogna portare a termine un percorso di studi specifico e una successiva specializzazione.

In questo link si può visualizzare il percorso all’interno dell’Accademia

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Chakra Nomi, Significato e Colori

i 7 Chakra

 

Cosa sono i Chakra

I Chakra sono 7 e vengono definiti i centri energetici del nostro corpo.
Possono essere paragonati a dei veri e propri trasformatori elettrici in grado di raccogliere l’energia che scorre nel nostro corpo.
Una volta accumulata la lavorano e trasformano distribuendola nuovamente nel nostro corpo.

Chakra è una parola che viene dal sanscrito, antica lingua parlata dalle popolazioni indiane dell’Asia e utilizzata anche per redigere i testi più antichi della loro letteratura, i Veda.
Chakra significa ruota, circolo e disco solare, ed è un attributo del dio hindú Vishnu.

Secondo la tradizione orientale, il corpo umano è composto da molti livelli di energia “sottile”.
Leggendo i tesi sacri buddhisti ricorre il concetto che gli essere umani sono creature con un corpo fisico – usato per mangiare, correre, camminare, stare al mondo – ma con una esistenza che non si esaurisce alla sola fisicità del momento.
Secondo questi testi siamo dotati anche di un corpo sottile, chiamato “corpo di vajra” (vajrakõya), il quale viene regolato attraverso flussi di energia sottile distribuita lungo canali (nadi) e centri energetici (chakra).

L’energia accumulata all’interno di questi punti consente al nostro corpo fisico di avere anche attività energetica, emotiva e spirituale.

 

“Aprire” un Chakra

Attraverso la meditazione, l’ascolto dell’altro, o altre tecniche un chakra può “aprirsi”, ovvero ad attivare un determinato tipo di energia racchiusa in un singolo centro.
Quando i centri energetici sono attivi e in armonia, sprigionano energia creativa in grado di potenziare le proprie doti naturali.

Nel nostro corpo si contano 74 centri energetici ma di questi ve ne sono 7 definiti come “base” o “principali”.
Tutti questi 7 punti energetici sono collocati in un punto preciso del nostro corpo, distribuiti tra la testa e la base della colonna vertebrale.

 

I 7 Chrakra

Di seguito descriveremo i singoli punti energetici compresi del loro significato e le caratteristiche che li identificano.

 

  • Primo Chakra – Muladhara chrakra della radice

    Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
    Colorerosso
    Significato: Rappresenta la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti. Ha solo un polo ed è il punto con il quale vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l’atto sessuale.

  • Secondo Chrakra – Svadhistana o chakra plenico

    Posizione: metà inferiore del ventre
    Colorearancio
    Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.

  • Terzo Chakra – Manipura o chakra del plesso solare

    Posizione: metà superiore del ventre
    Coloregiallo
    Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l’autostima e l’autonomia personale. In senso spirituale è l’essenza attiva di cui siamo stati dotati.

  • Quarto Chakra – Anahata o chakra del cuore

    Posizione: zona pettorale del corpo
    Coloreverde
    Significato
    : è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore.

  • Quinto Chakra – Vishuddha o chakra dela gola

    Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
    Coloreazzurro
    Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato.
    In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l’altrove, l’essere in comunicazione con dimensioni che superano l’umano.

  • Sesto Chakra – Adjina o chakra del terzo occhio

    Posizione: grande centro energetico che si trova al centro della fronte
    Coloreindaco
    Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.

  • Settimo Chakra – Sahasrara o chakra della corona

    Posizione: sopra il cranio
    Coloreviola
    Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l’auto realizzazione.

 

Una volta appresa le funzionalità di questi centri energetici, si può far car ai segnali inviati dal corpo.
Spesso, un dolore o malessere in un determinato punto del corpo è associato al punto energetico che lo governa e può essere risolto approfondendo la conoscenza su quel determinato punto.

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I Benefici e la Qualità del Massaggio

I Benefici e la Qualità del Massaggio

Il Massaggio e i suoi benefici

Si tratti di massaggio terapeutico o estetico, il massaggio porta sicuramente un benessere generale dell’individuo.
I benefici e la qualità del massaggio avvengono tramite il contatto.

Tramite il contatto corpo, mente ed emozioni vengono coinvolte.
Un gesto semplice e naturale in grado di infondere serenità in chi lo riceve.

La parola massaggio sembra derivare dall’arabo “mass” o “mash” (frizionare, premere) o dal greco “masso” (impastare, maneggiare).
I giovamenti fisici e psicologici di questa pratica sono riconosciuti fin dall’antichità e nel tempo si sono sviluppate e affinate diverse tipologie di massaggio.

Le tecniche di massaggio sono davvero diverse: sportivo, antistress, shiatsu, modellante, linfodrenante, ayurvedico, etc.
Ma tutte prevedono un contatto, una manipolazione o pressione di pelle, articolazioni o tessuti.

Benefici del massaggio

Senza entrare nel dettaglio possiamo identificare alcuni effetti benefici che il massaggio porta al corpo

  • Benefici sulla circolazione superficiale:
    Lo sfioramento della pelle, in modo più o meno profondo, tramite i massaggi favorisce l’eliminazione di tossine.
    La circolazione sanguigna e linfatica viene stimolata migliorando il benessere della pelle, eliminando gonfiori ed edemi.
  •  Benefici sul tessuto connettivo e muscolare:
    Il beneficio del massaggio entra in profondità dove apporta una maggiore flessibilità al tessuto connettivo.
    La manipolazione del corpo consente di rilassare i muscoli contratti e tonificare quelli meno utilizzati
  •  Benefici sul sistema nervoso:
    Entrare in contatto con un corpo, tramite la pelle, porta a un effetto sedativo e rilassante.
    Il rapporto di fiducia e rispetto tra massaggiatore e ricevente consente di riarmonizzare la produzione di ormoni portando un equilibrio generale del corpo.
  • Benefici sul funzionamento degli organi:
    Agendo su pelle e muscoli attraverso i massaggi riflessi consente di stimolare il funzionamento di alcuni organi senza agire direttamente su di essi.
    I benefici si possono avvertire anche quando non si agisce direttamente sulle zone anatomiche che sono sede degli organi stessi.
  • Benefici emotivi e psicologici:
    Per ogni essere vivente il contatto è davvero importante.
    Attraverso di esso si formano comportamenti e personalità. Il massaggio apporta a questa dimensione un benessere ampio e su più livelli.
    Soprattutto nella società odierna la stimolazione della parte emotiva attraverso il massaggio acquista sempre più importanza.
    Spesso la rigidità dello stato emotivo si ripercuote in tensioni muscolari croniche e relativi blocchi energetici.
    Attraverso il massaggio è possibile favorire un migliore flusso energetico e ristabilire l’equilibrio di corpo e mente.

Qualità del massaggio

Indiscusso dire che la qualità del contatto del massaggio è di fondamentale importanza.
Un operatore preparato e qualificato sarà in grado di apportare tramite la tecnica da lui praticata un benessere e risultati a più livelli.
Scegliere con cura tipo di massaggio e massaggiatore è il primo passo che porterà il corpo a riequilibrare le sue funzioni.

Eidos Formazione propone corsi di Shiatsu, Riflessologia Plantare, Massaggio Metamorfico e altri percorsi formativi rivolti a chi vuole approfondire queste discipline.

 

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Le diverse tecniche del Massaggio Shiatsu

Perchè esistono diverse tecniche di massaggio shiatsu?

Il massaggio shiatsu non viene considerato come semplice massaggio, ma un vero e proprio trattamento per il quale esistono diverse tecniche.

Come abbiamo visto nel nostro precedente articolo,  lo shiatsu, è legato alla tradizione orientale ma si è largamente diffuso in occidente e nella nostra Italia.

La tecnica shiatsu mira a preservare o ristabilire l’equilibrio psico-fisico della persona, agendo sul corpo e sul piano energetico.

Quali sono le diverse tecniche di massaggio shiatsu?

Nelle discipline orientali diversi approcci e studi alla pratica si integrano tra di loro e ne creano la grande forza alla loro base.

Le tecniche vengono arricchite, perfezionate ed affinate attraverso esperienze e culture diverse e all’espansione di questa disciplina nel mondo.

Lo scopo è quello di arrivare ad una relazione ottimale tra shiatsuka e ricevente.

Possiamo dire che non esiste uno Shiatsu, ma non esistono nemmeno Shiatsu diversi.

 

Le diverse tecniche di massaggio shiatsu attualmente più conosciute e praticate sono:

1. Namakoshi

2. Masunga o Zen Shiatsu

3. Meiso Shiatsu

4. Serizawa

5. Ohashi

 

Lo stile Namakoshi
Questo stile applica le conoscenze dell’anatomia alla teoria delgli tsubo, agendo sui meridiani.
In questo modo lavora nello specifico sui sintomi del malessere con un intervento di prevenzione e trattamento.
Questo metodo fu inventato dal fondatore della prima scuola di shiatsu.
La stimolazione dei punti deve avvenire solo con i pollici e in posizione perpendicolare con pressione graduale.


Lo stile Masunaga o zen shiatsu

Lo zen shiatsu si concentra sulle cause dei disturbi che affliggono il paziente, con lo scopo di raggiungere l’equilibrio psichico e fisico attraverso il bilanciamento dell’energia.
Fu ideato dal maestro Masunaga, allievo di Namakoshi.
Oltre alla pressione applicata con dita, nocche e gomiti, vengono utilizzate entrambe le mani nel ruolo di mano madre e mano figlia.
Una che esercita la pressione e l’altra che tiene la porzione della parte trattata per concentrare e non disperdere le energie e creare un circuito.

Lo Stile Meiso Shiatsu

Mira all’armonia dell’organismo raggiunta non solo grazie all’opera del massaggiatore.
Oltre alla manipolazione il terapista segue il paziente che intraprende un percorso di consapevolezza, praticando la meditazione come riequilibrio congiunto al massaggio.
Tecnica ideata dal maestro Yuji Yahiro.

Lo stile Serizawa
Il tipo di shiatsu creato dal maestro Serizawa è maggiormente legato alla medicina tradizionale cinese.
Prende in considerazione la tensione muscolare o l’irritazione della pelle come riflesso del malessere di un organo, e va ad agire su meridiani principali e secondari.

 

Lo stile Ohashi
Questo metodo ideato dal maestro Ohashi è fondato sul contatto che mira a migliorare la postura, i movimenti e l’equilibrio psicofisico non solo grazie all’azione sui meridiani, ma attraverso l’impegno in un percorso di autoshiatsu.

 

L’autoshiatsu, è una forma di shiatsu che il paziente pratica su se stesso per alleviare quelle tensioni che si accumulano in una parte del corpo accessibile per l’automassaggio, come la schiena, il collo e le spalle.
Il massaggio permette di sciogliere le tensioni assorbite durante una giornata di lavoro e può aiutare a contrastare dolori alla schiena e mal di testa.

Come si riconosce un terapista qualificato?

Sicuramente la prima dote di un terapista è l’umiltà.

Un professionista serio non dà mai per scontato nulla e deve guardare la cartella clinica delle persone con attenzione, per capire il livello e la serietà di eventuali problemi.

Un massaggiatore shiatsu qualificato non deve mai avere la fretta di far stendere subito la persona sul lettino.

Un bravo professionista sa anche riconoscere i propri limiti, ovvero sapere quando non agire e lasciare il caso al medico, anche quando ha individuato il quadro generale della situazione.

Per approfondire lo studio di questa disciplina Eidos Formazione mette a disposizione un Corso dedicato che puoi approfondire:

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Il Massaggio Shiatsu: di cosa si tratta e i suoi Benefici

Massaggio Shiatsu

 

 

Massaggio Shiatsu, di cosa si tratta?

Lo Shiatsu è una tecnica sempre più conosciuta e richiesta ma è parte integrante della tradizione di Cina e Giappone. Come sottolinea il suo nome, le radici “shi” e “atsu” significano “dita a pressione”.

Questa pratica esercita delle pressioni manuali su punti ben definiti del corpo; viene utilizzato soprattutto il pollice ma possono essere impiegati anche mano, gomiti o ginocchia.

Non vi è uso di forza da parte dell’operatore poiché egli sfrutta il suo peso in modo perpendicolare all’area da trattare, e oltre alle pressioni può usare gli stiramenti di alcuni muscoli del corpo.

Riequilibrare l’energia che scorre dentro il corpo favorendone il rilassamento è l’obiettivo dello shiatsu. In questo modo il corpo viene liberato dalle tensioni che portano spesso a ripercussioni negative anche sulla psiche.

La filosofia orientale, alla base di questa tecnica di massaggio, valuta l’individuo da trattare nella sua totalità.

Vengono scelte le pressioni da eseguire su punti e meridiani portando a nuovo equilibrio mente e corpo.

Lo Shiatsu e i suoi Benefici

Gli effetti positivi di questo massaggio possono favorire diverse parti del corpo, ne beneficiano anche condizioni di malessere dovuto a stress che incide da un punto psico-fisico.
Lo Shiatsu può essere indicato per:

  • Nervosismo e stress: Con questa tecnica si riesce a rilassare con gran successo tutto il sistema nervoso, portando il soggetto a sopportare meglio lo stress.
  • Articolazioni dolenti e muscoli: Lo shiatsu contribuisce ad alleviare le tensioni che quotidianamente interessano muscoli ed articolazioni riducendo la sensazione di dolore.
  • Insonnia: I disturbi del sonno possono essere trattati con lo shiatsu.
  • Mal di testa: Soprattutto se di origine nervosa o muscolare questa tecnica è efficace nell’alleviare il dolore causato dal mal di testa.
  • Cervicale: Dolore e blocco nella zona cervicale in seguito a cattive posture o tensione possono essere risolte con un massaggio di questo tipo.
  • Problemi digestivi: è possibile sperimentare lo shiatsu per provare a risolvere problemi legati a stomaco sottosopra o pesante dopo i pasti.
  • Sistema immunitario debole: Soprattutto con i malanni stagionali dopo alcuni trattamenti di shiatsu si può vedere come il sistema immunitario risulti più forte.
  • Ansia e Depressione: questa tecnica con la sua azione porta ottimi risultati anche in disturbi frequenti come ansia e depressione.
  • Circolazione sanguigna rallentata: Le pressioni e stiramenti dello shiatsu contribuiscono a far circolare al meglio sangue e linfa.

corso massaggio shiatsu

Massaggio Shiatsu: Come si svolge

Una seduta di massaggio shiatsu si svolge solitamente distesi o seduti, spesso non è necessario spogliarsi poiché le pressioni esercitare con le dita si possono fare anche attraverso i vestiti.

È una tecnica di massaggio dolce, delicata con pressioni lente e ripetute senza provocare dolore, chi riceve questo massaggio prova una sensazione di benessere e rilassamento.

Il trattamento è completamente personalizzato basandosi su quello che l’operatore “percepisce” esercitando pressioni e stiramenti.

Non esistono sedute di massaggio shiatsu standard, tutto dipende da chi si sottopone alla tecnica e dalle capacità del professionista che la esegue.

La durata media di una seduta di massaggio shiatsu è di circa 1 ora, ma sarà poi discrezione dell’operatore esperto stabilirne la reale tempistica.

Non esistono controindicazioni particolari per questo tipo di tecnica ma deve essere eseguita da un professionista esperto con il quale confrontarsi prima di sottoporsi alla prima seduta.